Dopo aver concluso una serie di 6 derby trionfali consecutivi, con l'esaltante scudetto della seconda stella “vinto in faccia” alla platea rossonera, il 22 aprile 2024, le tenebre sono calate sull'Inter nella stracittadina.
Da allora il Milan non ha più perso: in Supercoppa 2024, si è preso una parziale rivincita rimontando incredibilmente da 2-0 ad inizio ripresa (aveva raddoppiato Bidon Taremi, uno dei tanti gioielli della corona di Auxilium) a 2-3. Nella stagione 2025-26, che vedrà i nerazzurri aggiudicarsi la “doppietta” Scudetto-Coppa Italia, il Milan vince comunque i due derby di Campionato, entrambi con il minimo scarto (1-0). E' successo anche in passato che l'Inter vincesse i derby ed i rossoneri conquistassero lo scudetto, ma ci consola fino a un certo punto, l'ipotesi “a loro i derby, a noi il campionato”.
Tanto più che la striscia negativa è proseguita, in trasferta, anche nella malefica notte di Halloween.
Diciamo la verità: l'intasato finale di ottobre, con Capitan Lautaro illustre assente, i nerazzurri se la sono cavata senza affatto brillare. Ricordiamo bene l'ansiogena vittoria con lo Shakhtar, che ci ha tenuto a galla in Champions, poi le 2 partite consecutive con le ultime della classe (Fiorentina e Venezia) acciuffate per il rotto della cuffia, con una buona dose di fortuna. Forse questo ha illuso i giocatori e lo stesso Chivu che in un modo o nell'altro, i 3 punti si sarebbero portati a casa. 3 punti, già: il Milan li ha persi con il Bologna a San Siro, rimediando quattro ceffoni, ma ha scelto di tenere a riposo Morerira, Rabiot e Gila, presunti infortunati, guarda caso in gran spolvero contro l'Inter.

Ed i rossoneri sono stati persino sfacciati nelle dichiarazioni pre-partita. Il Boss Cardinale: “Voglio questo derby più di ogni cosa o sarò distrutto. Credo nello scudetto al 100%”. Moreira carica il Milan: “Muoio per il derby”. Pulisic insiste: “L'Inter si può battere”.
Dichiarazioni che sarebbero state oggetto di vilipendio e di infiniti sfottò in caso di sconfitta, il problema è che il sogno è diventato realtà (quando ascoltavo gli Aerosmith di “Dream On”, non avrei immaginato potesse trasformarsi in incubo!): c'era dunque autentica ossessione per la vittoria nei rivali “Double B” e purtroppo per noi così è andata.
Gli Interisti, pur considerando le varie attenuanti di infortunati cronici ed episodici (Bonny e Pio febbricitanti) sono comunque stati protagonisti del solito primo tempo abulico, senza risvegliarsi nella ripresa, perché il 3-1 in chiusura (43°) è stata la mazzata che ha definitivamente indirizzato la partita.
Stavolta, rinunciando ad una specie di mortificante “tutto il derby minuto per minuto”, mi limiterò ad un giudizio personalissimo dei singoli.
MARTINEZ: Goal al primo tiro in porta ne avevamo sperimentati in più occasioni, 3 goal su 3 tiri (percentuale da favola anche nel basket) non credo proprio. Ma non è imputabile El Pepo, specie nei primi due, imparabili, dove la difesa ha lasciato totalmente a desiderare. Sulla decisiva punizione di Moreira, che ha vanificato ogni speranza di rimonta prima dell'intervallo, cito Walter Zenga (portiere ex numero 1 al mondo, di provata fede nerazzurra): Martinez non è ben piazzato in porta, troppo sulla destra, e quando la palla è indirizzata alla sua sinistra, “spinge” troppo poco, sebbene il tiro fosse preciso ma non angolato. Per una bella parata del portiere spagnolo bisogna attendere l'89°, quando ci risparmia il 4-1 su forte conclusione di Cisse.
BISSECK: Ho spesso difeso il tedescone, che però aggiunge un'altra gemma alla sua collezione di sfasature difensive. Su cross di Moreira, che elude Carlos, Bisseck salta fuori tempo nonostante la sua statura di quasi 2 metri, e Pulisic, che non è certo un gigante, colpisce di testa indisturbato (1-0 al 4° minuto, maledizione!). C'è ancora qualche squadra disposta a sganciare una bella cifra per lui? Ci pensino Marmotta e soci (il problema è però acquistarne uno più forte). Sostituito al 36°- 2°T da BONNY: Da subentrato si conferma più propositivo che in partenza, ma non basta per cambiar volto alla partita.
AKANJI: Ci mette la testa sul goal di Bastoni, ma soffre come tutta la difesa (nessuno si accorge di Rabiot, che segna con un preziosismo il 2-0, NON marcato in area, al 10°). Soprattutto, era considerato un maestro in fase d'impostazione, ma una sua apertura sballata sulla fascia opposta (50°) fa sogghignare Amorin, inquadrato dalle telecamere. Svizzero sopravvalutato.
BASTONI: Ha il gran merito di riaprire la partita, inserendosi di testa su cross dalla bandierina di Calha - 3° angolo per l'Inter – prolungato da Akanji, e battendo Maignan (2-1 al 22°). Null'altro di rilevante, se non che l'Inter aveva tutto il tempo per rimediare. A sua volta sostituito al 36°- 2°T non per demerito, ma per tentare una fascia sinistra più offensiva con la coppia Carlos-DIMARCO: Sicuramente Fede non ha gradito l'esclusione dai titolari; quando entra in campo la partita è agli sgoccioli, e lui è il Dimarco di questi tempi: non decisivo.
SPENCE: Non giudicabile nelle rare apparizioni finora, parte titolare e a mio avviso è il migliore nel primo tempo. Sua è la prima reazione al vantaggio milanista, chiusa in angolo (alla fine saranno 11-3 per i Nostri, ma solo una conclusione vincente). Merito suo è anche la spettacolare parata in caduta di Maignan al 33°- 1°T: purtroppo il francese è un top nel suo ruolo, ciò che a noi manca. L'inglese con le treccine cala nella ripresa, ma ci sta, la sua autonomia è ancora limitata.
BARELLA: Nel suo caso, non vorrei ricevere gli improperi da colui che mi ha invitato a scrivere queste opinioni, ma sta diventando un incomprensibile punto interrogativo. Con sfacciata arroganza pretende di uscire dall'area palla al piede, ma va sbattere contro Modric (il vecchietto croato ben conosce il gioco e senso della posizione nonostante i limiti dell'età) e provoca la punizione di Moreira che affosserà definitivamente l'Inter. Nella ripresa cerca di scuotere la squadra, ma almeno tre sue iniziative finiscono male, un tiro addosso a Diawara, un'incursione in area bloccata da Pavlovic etc. Per garantire un maggior peso offensivo, viene sostituito al 36°- 2°T dal febbricitante ESPOSITO: ultimamente gioca spesso al “tutti giù per terra”, avvinghiato al difensore (ma lui è generalmente più grosso). Poco tempo comunque per incidere.
CALHANOGLU: Colui che spesso faceva tremare gli avversari al grido di “Mamma, il Turco!” è apparso poco incisivo. Viene imputato di colpevolezza nell'aver lasciato libero Rabiot sul raddoppio milanista, ma sa rendersi pericoloso nei calci piazzati; con un corner a rientrare impegna Maignan che neutralizza in angolo. Il tutto nella prima frazione di gioco. poi “cala” alla distanza (scusate il gioco di parole, per sdrammatizzare). Gli subentra al 27° della ripresa ZIELINSKI, ma non combina nulla di memorabile.
CARLOS AUGUSTO: E' fra i più attesi stante il momento di forma che ha risolto parecchi problemi alla squadra in quest'inizio stagione. Stavolta non si ripete, anche perché ha di fronte un Moreira che sembra valere i molti quattrini sborsati per lui da Cardinale (il Boss promette nuovi acquisti a gennaio; Oaktree starà a guardare?). Carlos volonteroso ma rivedibile.
DIOUF: Il nostro “dribblomane” schierato più avanti per assenza seconda punta, stavolta soffre il confronto con il pari-ruolo sulla destra milanista (il già troppo citato Moreira, ma è pur sempre l'uomo del match) e le sue iniziative sono improduttive. Sulla punizione del terzo goal sembrerebbe poter deviare di testa ma non lo fa: palla in rete. Dal 27° - 2°T viene sostituito da MKHITARYAN: anche lui si adegua alla mediocrità generale. L'Inter della ripresa appare inoffensiva o quasi.
SUCIC: Un altro giocatore dotato di tecnica ragguardevole ma timido e quasi mai decisivo, difficilmente va al di là dell'ordinaria amministrazione. Forse Boban lo vuole sempre in campo perché è un cuore rossonero. Andasse avanti così in stagione, sarebbe cedibile senza rimorsi.
THURAM: Povero Marcus, abituato ad aver un collega di riferimento in attacco, proprio nel derby si ritrova solitario, attorniato dalle grinfie dei motivatissimi difensori rossoneri, e non può scatenarsi nei suoi classici affondo da campione. Non lo boccerei per questo.
Allenatore CHIVU: Si trova ad affrontare l'emergenza in attacco con il solo Thuram in salute, e risponde schierando il francese unica punta: soluzione possibile ma azzardata, il resto della squadra appare scompaginata, senza i soliti riferimenti in attacco. Come ho risposto in un commento recente: c'è il nostro ex bomber Icardi che anelerebbe tornare all'Inter, senza pretese di titolarità. Vista la scarsa produttività degli attaccanti di riserva ed i pochi soldi della società, non si potrebbe pensarci seriamente, ora che Wanda non c'è più?
Infine, l'arbitro GUIDA: Uno dei due direttori di gara sotto accusa perché napoletani, quindi non vogliono arbitrare il Napoli (immaginiamo i rischi che corrono); stavolta fa un REGALO all'Inter, fischiando un fallo di mano di Gila in area inesistente e conseguente calcio di rigore. Il VAR lo richiama e lo smentisce fra i fischi dei tifosi milanisti. Peccato.
N. B. : Capisco benissimo che l'Inter Club di Clusone sia affiatatissimo, seguo la vostra caldissima chat che nel post-derby ha battuto ogni record di commenti. Se qualcuno dei più autorevoli volesse prendere il mio posto, si faccia pure avanti, che non mi ha messo qui la Provvidenza, ma l'idea di un vostro indiscutibile leader storico. Parlatene pure fra voi, grazie!





