Concludevo la precedente cronaca auspicando di vedere un'Inter più cinica e possibilmente rapida nel risolvere la pratica Venezia, mercoledì. “Cinici lo siamo stati sicuramente, sul resto meglio glissare...”: così hanno ironizzato ben due amici che mi leggono puntualmente. Per quanto mi riguarda, non ricordo una partita altrettanto “fortunata” dei nerazzurri di Milano in tempi recenti: due autogoal (non avveniva in Serie A dal 2021, protagonista la Lazio, che però vinse largamente), oltre a due goal annullati agli avversari (in fuorigioco, non lapalissiani).
Se aggiungiamo che gli interventi di Provedel sono stati provvidenziali, possiamo concludere che l'Inter abbia fatto il possibile per ammutolire le “fanfare” che ce la cantano così: in possesso di due rose equivalenti, con le riserve che sarebbero titolari in qualunque altra squadra! Beh, non esageriamo, ad esempio il Bonny visto ieri, pasticcione e inconcludente (a conferma che schierato nello starting 11 non rende) scalzerebbe forse i Varela ed i Raimondo (non dico Malen o Hojlund!)? E' solo la punta dell'iceberg di qualcosa che non va – forse il necessario turnover non è gradito da alcuni titolarissimi? - ricordando che il Venezia è ultimo in classifica, la Fiorentina, faticosamente battuta, ha solo un punto in più.

Veniamo dunque al riepilogo della partita: l'inizio sarebbe incoraggiante, perché dopo 2 minuti Diouf propone per Thuram, ma l'azione sfuma. Il Venezia però non sta a guardare, e risponde con un cross per la testa di Akor Adams, che angola troppo senza trovare lo specchio della porta. Fra l'11° e il 13°, due “perle” (si fa per dire...) ci fanno domandare che fine abbia fatto il Dimarco top player del campionato, stagione 2025-26. Dapprima getta letteralmente nella spazzatura una punizione che poteva gestir meglio, poi un sinistro a giro velleitario, finisce ben oltre la traversa.
E per fortuna che Carlos Augusto c'è, infatti Chivu lo schiera puntualmente, e lui sarebbe davvero titolare in qualsiasi altra squadra di A.
Al 15° si registra un contatto col piede di Sucic in area veneziana, ma nonostante il croato crolli a terra, non vengono ravvisati gli estremi del calcio di rigore.
Il ritmo è soporifero e l'Inter si limita ad un possesso palla che non trova sbocchi nella metà campo intasata dei veneti. Solo Diouf cerca difficoltosamente qualche affondo sulla destra.
Inoltre i Nostri si espongono alle ripartenze dopo l'azione fin qui più pericolosa, con Alek Stankovic che lancia bene Bonny in area, ma l'altro figlio di Dejan (presente in tribuna) gli chiude in uscita lo specchio della porta, da affidabile estremo difensore.

Sul cambio di fronte però il tedesco Lauberbach viene affrontato dal connazionale Bisseck, e va giù in area; non mi sarei meravigliato se Pairetto avesse fischiato il rigore, ma per fortuna grazia il tedescone nerazzurro, protagonista di una pessima prova; ad esempio al 27° Bastoni sarà ammonito per impedire un contropiede causato da un suo grossolano errore.
Mentre le nostre diagonali o cross davanti alla porta si perdono nel nulla di fatto, perché non c'è chi riempie l'area (Bonny sempre fuori posizione, Thuram e Diouf a cercar spazio sulle fasce), il Venezia si era già reso pericoloso con Adams, che angolava il suo tiro: Provedel era protagonista del suo primo intervento di valore.
Subito dopo, proprio in seguito al cartellino giallo del “Basto”, la punizione viene deviata dalla barriera, Provedel si salva anche stavolta respingendo, ma non può nulla su Lauberbach che avventandosi sulla palla la spinge in rete, mentre i nostri difensori stanno a guardare.
Fortunatamente, l'attaccante del Venezia era partito in fuorigioco. Non è finita qui... Dopo l'ennesima sonnolenza in area veneta di Bonny, Provedel si supera alzando sulla traversa un tiro a colpo sicuro dello scatenato Lauberbach (uscirà sfinito a metà della ripresa). Allo scadere, l'ennesima incursione del pur alterno Diouf sulla destra non trova nessuno pronto a ribadire in rete. Insomma, l'accoppiata Thuram-Bonny non è ben assortita: che Tikus svari è nel suo DNA calcistico ed in genere procura guai agli avversari, se Bonny si defila ed è la copia in tono minore del figlio di Lilian, non va bene.
E' avvilente riconoscere che l'aspetto migliore del primo tempo in laguna sia il risultato di 0-0. Insomma, non siamo andati sotto, come in svariate altre occasioni.
Così succede – caso più unico che raro – che Chivu nell'intervallo non si limiti a sbraitare, ma cambi addirittura 3 giocatori dall'inizio ripresa. Fuori Alek Stankovic e Sucic, autori di un lavoro di ordinaria amministrazione, lenti e senza colpi di genio. Più colpevole Sucic, che si è un po' troppo assestato su standard abbastanza incolori. E qui si potrebbe aprire una parentesi sul calciomercato presieduto dallo stratega Auxilium (e da chi l'ha assecondato, compresi i taccagni di Oaktree). Andiamo oltre: esce anche Bisseck, inspiegabilmente deconcentrato.

Al loro posto i veterani del centrocampo, Barella e Calha, oltre ad Akanji in difesa, che ha perso fiducia, ed in prospettiva speriamo di sbagliarci! Non è il centrale difensivo ideale, e non lo è Bastoni, che finisce per mancare nella costruzione di gioco, la sua arma in più. Il risultato delle sostituzioni è un po' di animo e spigliatezza in più, ma non si va oltre due calci d'angolo inconcludenti. Entra pure il caracollante Esposito del dopo-Nazionale, ma almeno sarà una presenza ingombrante in area avversaria, a differenza del mediocre Bonny; nel frattempo però (65°), il Venezia fallisce la più favorevole delle occasioni. La new entry Busio spara alto da pochi passi, con i Nostri impotenti e mal posizionati. Dopo un'altra manciata di minuti, viene annullato per fortunoso fuorigioco un secondo goal al Venezia. Lanciato tutto solo, Adams (un ottimo centravanti) si permette anche il lusso di scartare il portiere depositando palla in rete, ma per nostra buona sorte non vale.
A questo punto, si scuote necessariamente l'Inter e Thuram, meno letale del solito, comunque incisivo, fallisce due occasioni, specie la seconda di testa, fuori di poco. Un'altra svirgolata dell'insufficiente Dimarco – troppo concentrato sulle sue esose pretese contrattuali? - è il prologo alla sostituzione con Spence.
Prima però l'Inter va in vantaggio sull'ennesima iniziativa di Thuram (predicatore nel deserto) sulla fascia sinistra, deviata nella propria rete da Moreno all'80°. Due minuti dopo, è sempre Tikus ad innescare un Esposito al rallentatore, sempre da sinistra. Pio si fa anticipare in calcio d'angolo, meglio così perché dalla battuta del medesimo l'Inter ricava il secondo autogoal, stavolta di Halval (82°).
Spence si fa vedere solo per un cross verso Thuram, nettamente fuori misura, all'85°. Ormai l'Inter ritiene chiusa la tenzone, si rannicchia in difesa; il frustratissimo Venezia, che non avrebbe demeritato il pareggio, s'impegna in un forcing finale d'orgoglio, rimediando un paio di calci d'angolo e nulla più.
Possiamo gioire delle batoste rimediate dalle rivali storiche Milan e Juventus, ridere a posteriori di certi titoli di Tuttojuve (“Ci pensa Lucio”, “Per McKennie abbiamo inventato la Weston Zone” e via discorrendo con balle spaziali); in compenso le Romane corrono, tant'è vero che la sbalorditiva Lazio ha gli stessi punti dell'Inter (8 vittorie su 9 e un pari!) e la Roma insegue con determinazione. I Nostri sono attesi ad una trilogia di scontri al calor bianco in otto giorni. Si inizia sabato con il derby in trasferta, quando i rossoneri rilanceranno i recuperati Rabiot, Moreira e Gila; intanto hanno perso 3 punti col Bologna, direte voi. Già, ma da un paio d'anni a questa parte, l'obiettivo del Milan non è vincere il campionato, ma battere ed intralciare l'Inter! Poi in Olanda col Feyenoord – decisiva per la Champions – e per finire, i giovani terribili del Como a S. Siro concluderanno il ciclo che qualcosa sentenzierà sul futuro dei nerazzurri. Poco ma sicuro che servirà tutt'altra Inter per completarlo al meglio.
Non solo, seppure i GHOST siano attualmente il mio gruppo rock preferito, non abbiamo bisogno di fantasmi inglesi per un reale salto di qualità, ma di quei campioni d'Oltremanica per i quali i nostri “Maestri del mercato” hanno scucito le palanche!




